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Baraccamenti di cantiere: normativa su bagni, spogliatoi e refettori

Per organizzare i baraccamenti di cantiere, parti dai servizi igienico-assistenziali: bagni, docce, spogliatoi e locali per i pasti. Qui trovi i riferimenti dell’Allegato XIII del D.Lgs. 81/2008 e i punti da far verificare in base a lavoratori, durata e utilizzi del campo base.

Le informazioni che cambiano la tua configurazione

La durata del cantiere cambia le regole?

Il D.Lgs. 81/2008 non prevede un regime agevolato per i cantieri di breve durata. Anche un cantiere di poche settimane deve offrire servizi igienici alle squadre.

Nessuna deroga legata alla durata

Le prescrizioni dell’Allegato XIII del D.Lgs. 81/2008 si applicano ai cantieri temporanei o mobili, anche quando interviene una sola impresa, anche a conduzione familiare o con meno di dieci addetti. Vanno lette tenendo conto delle caratteristiche del cantiere e della valutazione dei rischi.

Roulotte: 5 giorni all’avvio

Salvo il caso dei cantieri stradali descritto qui sotto, una roulotte o un caravan possono essere utilizzati come strutture per i servizi igienico-assistenziali solo all’inizio del cantiere, per un massimo di 5 giorni, prima dell’allestimento del vero campo base di cantiere.

Cantiere stradale, terreno ristretto: quali soluzioni esaminare?Roulotte in aggiunta e accordi con esercizi vicini, alle condizioni del testo.

Nei cantieri stradali di grande lunghezza, con interventi brevi in punti molto distanti, le roulotte possono essere utilizzate in aggiunta alle installazioni abituali collocate nelle aree di cantiere o nel campo base. Non le sostituiscono.

Quando manca lo spazio per installare i servizi di cantiere e nelle vicinanze si trova una struttura idonea aperta al pubblico, è possibile stipulare una convenzione con essa. Una copia della convenzione deve restare in cantiere ed essere portata a conoscenza dei lavoratori. Fai precisare gli orari, l’accesso e la distanza.

Cosa fa il nostro calcolatore

Applica i rapporti dell’Allegato XIII al numero di lavoratori indicato per preparare una richiesta. Non tiene conto delle soluzioni particolari (roulotte, convenzioni). Il risultato non attesta la conformità dell’installazione.

Calcola il tuo fabbisogno con questi riferimenti

Servizi igienici: prevedere il numero, l’uso e la manutenzione

Servizi igienici, lavabi, docce: fai precisare il loro numero, la loro distribuzione, gli allacciamenti e l’accesso dalle postazioni di lavoro.

WC in ogni cantiere

I servizi igienici devono garantire la decenza e restare puliti. Il testo non fissa una frequenza di pulizia: prevedila nel contratto con il fornitore. Verifica il modello proposto e i suoi servizi di manutenzione; la dicitura «autonomo» non basta a descriverne le caratteristiche.

Quali rapporti leggere nell’Allegato XIII?Minimi calcolati sull’intera squadra, senza rapporti distinti per uomini e donne.

Il testo prevede almeno 1 lavabo per 5 lavoratori, 1 WC per 10 lavoratori e 1 doccia per 10 lavoratori impegnati nel cantiere.

I lavabi hanno acqua corrente, calda se necessario, con il necessario per lavarsi e asciugarsi.

Il testo specifico per i cantieri non tratta la separazione tra uomini e donne; la direttiva europea sui cantieri (92/57/CEE) prevede servizi igienici, docce e spogliatoi separati, oppure un loro utilizzo separato. Se la squadra è mista, organizza un utilizzo separato e fai validare questo punto dal coordinatore per la sicurezza, se nominato, oppure dal datore di lavoro dell’impresa e dal suo servizio di prevenzione e protezione.

Servizi igienici chimici: in quali casi?Una soluzione ammessa per esigenze particolari, con una manutenzione da organizzare.

I servizi igienici mobili chimici possono essere utilizzati per esigenze particolari. Devono ridurre al minimo il rischio sanitario per gli utilizzatori. Fai precisare la frequenza di svuotamento e di pulizia.

Quando prevedere le docce?Un minimo stabilito dalla normativa, da confermare per il tuo cantiere prima di scegliere il modulo sanitario.

L’Allegato XIII fissa un minimo di 1 doccia per 10 lavoratori, in locali riscaldati nella stagione fredda, con acqua calda e fredda. Il testo non collega questo minimo a un tipo di lavoro; fai confermare l’esigenza dal coordinatore o nel PSC.

Spogliatoi e superfici: ragionare con la planimetria

Il numero di metri quadrati del modulo non basta: verifica armadietti, sedute, passaggi e altezza interna.

Niente metri quadrati a persona

Il testo richiede una superficie che consenta di disporre le attrezzature, l’arredamento, i passaggi e le uscite secondo criteri di funzionalità ed ergonomia. Non fissa metri quadrati per lavoratore. Un riferimento di allestimento non deve essere presentato come una superficie regolamentare.

Per i campi base delle grandi opere infrastrutturali, le linee guida della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (dicembre 2013) indicano invece valori di riferimento, per esempio 1,2 m² per lavoratore del turno più numeroso negli spogliatoi: chiedi all’ASL competente se si applicano al tuo cantiere.

Armadietti e comfort degli spogliatoiI punti da verificare nella dotazione proposta.

Ogni lavoratore deve poter chiudere a chiave i propri indumenti durante il lavoro. Lo spogliatoio è aerato, illuminato, ben protetto dalle intemperie, riscaldato nella stagione fredda, dotato di sedili e mantenuto pulito.

Moduli prefabbricati: 2,40 m di altezza internaUna regola italiana specifica per i moduli usati come spogliatoio, locale di riposo o refettorio.

Un modulo utilizzato come spogliatoio, locale di riposo o refettorio deve avere un’altezza netta interna di almeno 2,40 m. L’aerazione e l’illuminazione devono essere sempre assicurate da serramenti apribili, con l’illuminazione artificiale a integrazione quando necessario. Richiedi l’altezza interna netta nel preventivo.

Un container marittimo standard ha di solito un’altezza interna di circa 2.385 mm, prima di un eventuale isolamento: se vuoi trasformarlo in spogliatoio, locale di riposo o refettorio, fai verificare l’altezza netta finale e l’applicabilità di questa regola con il coordinatore o l’ASL.

Acqua potabile: distinguere tra bere e lavarsi

Specifica l’alimentazione disponibile e, per un’installazione autonoma, il riempimento, lo stoccaggio, la manutenzione e lo scarico.

Per bere

I lavoratori devono disporre di acqua potabile in quantità sufficiente, nei locali e vicino alle postazioni di lavoro. Il testo non fissa un volume per persona: valuta la riserva con il fornitore in base all’organico e alla stagione.

Per lavarsi

I lavabi hanno acqua corrente, calda se necessario. Le docce hanno acqua calda e fredda. Senza rete, fai descrivere al fornitore la soluzione di alimentazione e produzione di acqua calda.

Lavabi senza rete idrica: un punto da far verificareCosa richiede la normativa per l’acqua dei lavabi e cosa non specifica.

I lavabi devono disporre di acqua corrente, calda se necessario, con quanto serve per lavarsi e asciugarsi. Il testo non dice se una riserva d’acqua che alimenta i lavabi è sufficiente: fai descrivere la soluzione al fornitore e poi falla validare dal coordinatore per la sicurezza, se nominato, oppure dal datore di lavoro dell’impresa e dal suo servizio di prevenzione e protezione.

Pranzi e pause: un locale attrezzato

Indica il numero di persone che pranzano o fanno pausa insieme e le dotazioni già disponibili.

I locali di riposo e di ristoro hanno sedie e tavoli, sono ben illuminati, aerati e riscaldati nella stagione fredda. Quando i pasti vengono consumati in cantiere, i lavoratori devono poter riscaldare e conservare i propri alimenti, e se necessario prepararli in buone condizioni igieniche. È vietato fumare in questi locali.

Fai comparire sulla planimetria i posti realmente utilizzabili, i passaggi e le attrezzature. Una capacità commerciale «per otto persone» deve essere confrontata con questa configurazione e con l’uso previsto.

Organizzare la posa, la pulizia e il monitoraggio

La preparazione riguarda anche le prestazioni: chi installa, allaccia, esegue la manutenzione e interviene in caso di problemi?

Prevedere la pulizia fin dall’ordine

Spogliatoi, docce, servizi igienici e locali di ristoro devono rimanere puliti. Specifica i compiti, la frequenza, i materiali di consumo e, per i servizi igienici chimici, lo svuotamento.

Preparare l’installazione e l’accoglienza

Il piano di installazione organizza gli accessi, le reti e le attrezzature collettive. Prevedi anche di proteggere le squadre dalle intemperie che possono minacciare la loro sicurezza o salute.

Il campo base di cantiere nel PSC

Quando è previsto un piano di sicurezza e di coordinamento (PSC), esso analizza i servizi igienico-assistenziali ed è corredato almeno da una planimetria sull’organizzazione del cantiere. Le imprese esecutrici sono tenute ad attuare quanto vi è scritto.

Alla consegna e quando il cantiere evolveVerifiche pratiche per mantenere un’installazione adeguata agli usi.
  • Confronta il piano e l’elenco delle attrezzature con i moduli consegnati, altezza interna compresa.
  • Fai controllare le installazioni prima della messa in servizio, poi regolarmente, e identifica il contatto in caso di guasto.
  • Riesamina l’organizzazione se l’organico aumenta, se i lavori cambiano o se la durata si prolunga.
  • Raccogli il piano, le schede dei moduli e l’organizzazione della manutenzione per il coordinatore per l’esecuzione dei lavori (CSE) e le imprese. I controlli in loco spettano all’ASL e all’Ispettorato nazionale del lavoro.
Notifica preliminare, POS e impianto elettricoTre adempimenti del cantiere che toccano anche il campo base.
  • Notifica preliminare: quando operano più imprese esecutrici, anche in tempi diversi, o una sola impresa per almeno 200 uomini-giorno, il committente o il responsabile dei lavori la trasmette prima dell’inizio dei lavori agli organi indicati dall’articolo 99 del D.Lgs. 81/2008, tra cui l’ASL. Riporta il numero massimo presunto di lavoratori in cantiere, un dato utile anche per dimensionare il campo base. Una copia va affissa in cantiere.
  • Piano operativo di sicurezza (POS): ogni impresa affidataria o esecutrice redige il proprio, anche quando in cantiere opera una sola impresa; la semplice fornitura di materiali o attrezzature ne è esclusa. Se il fornitore del campo base esegue anche la posa in cantiere, chiarisci con il coordinatore o con l’impresa affidataria quali documenti di sicurezza sono richiesti.
  • Impianto elettrico: l’impianto di messa a terra può essere messo in esercizio solo dopo la verifica dell’installatore, che rilascia la dichiarazione di conformità; il datore di lavoro la invia entro trenta giorni agli enti indicati dal D.P.R. 462/2001. Nei cantieri la verifica periodica è biennale.

Trasforma questi punti in una richiesta precisa.

Organico, durata, installazioni disponibili, attrezzature e servizi: descrivi la configurazione da studiare con il fornitore e i responsabili del cantiere.

Richiesta gratuita. I riferimenti del calcolatore restano da validare; roulotte e convenzioni non vengono calcolate.

Le tue domande sulle regole del campo base

È necessario un campo base per un cantiere di piccole dimensioni?
Sì, l’esigenza resta. Le regole dell’Allegato XIII si applicano anche quando interviene una sola impresa, anche a conduzione familiare o con meno di dieci addetti. Se manca lo spazio, una convenzione con una struttura vicina aperta al pubblico può integrare le installazioni, alle condizioni previste dalla normativa.
Si può usare una roulotte come campo base?
Solo all’avvio del cantiere, per un massimo di 5 giorni, prima dell’installazione del campo base vero e proprio. Nei cantieri stradali molto estesi, con lavorazioni brevi in punti molto distanti tra loro, le roulotte possono anche aggiungersi alle installazioni abituali, senza sostituirle.
Esiste una superficie obbligatoria per persona?
Per gli spogliatoi, l’Allegato XIII non ne fissa: la superficie deve consentire una disposizione funzionale ed ergonomica. Per i campi base delle grandi opere infrastrutturali, le linee guida delle Regioni indicano valori di riferimento. Invece, un modulo prefabbricato usato come spogliatoio, locale di riposo o refettorio deve avere almeno 2,40 m di altezza interna netta.
Il calcolatore indica se il tuo cantiere è conforme?
No. Applica i rapporti dell’Allegato XIII al numero di persone indicato per preparare una richiesta di preventivo. Le particolarità del cantiere, dei lavori e del PSC restano da esaminare.
Quante docce prevedere?
La normativa fissa un minimo di 1 doccia per 10 lavoratori impegnati nel cantiere, con acqua calda e fredda. Fai confermare il fabbisogno per il tuo cantiere con il coordinatore per la sicurezza, se nominato, oppure con il datore di lavoro e il servizio di prevenzione e protezione dell’impresa.

Preparare un’installazione adeguata

Le prescrizioni igieniche dei cantieri sono contenute nell’Allegato XIII del D.Lgs. 81/2008 (Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), rese obbligatorie dall’articolo 96. Questa guida aiuta a preparare il progetto e non sostituisce una valutazione del cantiere: fai confermare le attrezzature e l’organizzazione con il coordinatore per la sicurezza, se nominato, oppure con il datore di lavoro dell’impresa e il suo servizio di prevenzione e protezione.

Leggi il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 su Normattiva

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